Promiscuità o il Nulla

I Thegiornalisti sono sicuramente una tra le band del panorama musicale italiano che più hanno colpito critica e amanti della musica negli ultimi mesi. Conosciuti inizialmente a una stretta cerchia di persone hanno decisamente aperto il loro orizzonte di pubblico grazie al successo di Completamente, una delle tracce più belle del quasi omonimo album Completamente sold out. Ciò che colpisce di questo gruppo è per un certo verso l’ondata rinfrescante che hanno portato a livello musicale, niente di originale e di particolarmente difficile, ma qualcosa che attrae e colpisce allo stesso tempo. D’altro canto non sono tante le band pop rock (o alternative rock) che in Italia riescono a distinguersi in maniera così lucida e con uno stile frizzante e melodico. Le parole dei loro testi non sono forzate e nella loro semplicità delicata hanno un che ti rendono i Thegiornalisti degli amici che suonano e cantano delle tue emozioni. Nonostante nei loro pezzi si parli spesso di un “Io”, ciò che viene cantato è l’universale è la poesia dell’umanità che nel particolarismo di un ego si fa universale e perciò riconoscibile a tutti gli ascoltatori. Completamente parla della sofferenza di un uomo che ama una donna ma che non è più ricambiato in questo amore e che solo l’amore di lei può far sentire felice, Sold out è la storia di migliaia di notti passate da uomini e donne che sono alla ricerca di qualcosa o di qualcuno che è stato smarrito, una canzone senza tempo, quanta verità, quanta nostalgia in quel «con gli occhi lucidi e la sigarettaaa».

Dopo questa breve introduzione vorrei concentrarmi sul brano Promiscuità (brano dell’album Fuoricampo, 2014). Apparentemente un testo molto banale di pochi versi che descrive dei ragazzi nell’intento di approcciare sessualmente un/una partner, con apparenti e non molto velate stilemi di un incontro orgiastico. Ciò che colpisce della canzone è quel senso di vuoto che in maniera magistrale viene espresso dalla voce del cantante e che stona così tanto con quello che le parole dicono. Se si fa particolare attenzione alle parole del ritornello e in particolar modo a quelle che chiudono il chorus si capiscono molto di più su quello che nasconde questa canzone. Infatti dopo aver elencato una serie di azioni che riguardano una pomiciata molto libidinosa i versi si chiudono con un «e nulla più». Cosa nascondono queste tre parole? Apparentemente sembrano voler dire, nient’altro che sesso, tutto qui. Certo ma noi siamo figli della modernità (forse i suoi residui) e di un mondo che ha guardato in faccia il Nulla e ci ha riso sopra fino a impazzirne come Nietzsche. Siamo figli di T. S. Eliot e della Waste land, di Pasolini, di Caproni e molti altri ancora. Che c’è dietro al dionisiaco, a una notte di sesso e divertimenti primigeni: il Nulla. Così volenti o nolenti i Thegiornalisti hanno cantato la modernità la vanità del riso e del dionisiaco, è un canto di morte Promiscuità, il Nightngale che Keats perde nel bosco oscuro, l’assiuolo che atterrisce Pascoli e noi suoi lettori. Il Nulla entra nella cultura pop con estrema lucidità e disarmante chiarezza. Come ci sentiamo dopo una serata passata a fare bisboccia con gli amici o del semplice tempo passato insieme a delle persone care? (Rammentiamo che il dionisiaco è fondamentale per capire il discorso) Son sicuro che molti altri se lo sono chiesti, perché è umano farsi questa domanda, forse troppo umano direbbe qualcuno.

Perché gli uomini cercano l’infinito e soprattutto quando si è giovani, che c’è dietro a tutto? Il Nulla, l’infinito che spaventa ma attrae, quello romantico ma condito dalla modernità, la dissoluzione dell’Io che si stacca da se stesso e si comprende perché si vede nel mondo. Finita la gioia e la sfrenatezza ci sentiamo vuoti e così ne cerchiamo ancora, e tutto continua così. Sappiamo che tutto questo è vanità ma non ci dispiace, ci sentiamo animali più evoluti ma nient’altro e questo ci spaventa e ci sconvolge e allora cerchiamo di uscire dalla nostra condizione. L’uomo non può imparare tutto, è ontologicamente impossibile per la nostra natura, ogni periodo storico ci porta con sé in un turbine di punti di vista nuovi e diversi, siamo sicuri che la modernità ora che è estremamente pop sia finita? Perché un senso di vacuità di pervade quando finisce la passione e la gioia sfrenata e animalesca che pervade naturalmente i nostri istinti? Il Nulla è a un passo da noi e così lo percepiamo in maniera più semplice quando siamo liberi dal nostro essere animali e ritorniamo esseri pensanti. Il Nulla è qui, come possiamo conviverci?

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...