L’edera che ostacoli non ha

Sono un fan di Max Gazzé sin da quando cantava Il timido ubriaco a Sanremo nel 2000. L’ho riscoperto nel 2008 quando si presentò con il suo immancabile basso e Il solito sesso. Dopodiché decisi di acquistare il suo disco, Tra l’aratro e la radio. Ma, secondo il mio modestissimo parere, il suo miglior CD è stato Quindi?, uscito nel 2010.
In quell’anno feci un viaggio a Bologna con la mia classe di liceo, la Seconda B. Il bus procedeva così lentamente da far germogliare emicranie e irritazioni in tutti i passeggeri, all’infuori del pilota che sembrava godere di quel lento andare.
C’era la radio che sino a quel momento ci aveva massacrati con le solite canzoni brutte, quelle che ripetono mille volte al giorno fino a quando non puoi che trovarle “orecchiabili”, che significa “brutte, ma ormai vanno”.
Finalmente qualcosa cambia. Una nuova melodia si spande nell’etere. Apro gli occhi e, magia, stanno trasmettendo Max Gazzé. Se oggi è normale sentire i singoli del cantautore romano passare alla radio con frequenza, sei anni fa non era lo stesso. Così Mentre Dormi sfrigola attraverso il bus, acquietando il malumore per il viaggio e conciliando respiri affannati.
In seguito tornai a casa dove acquistai il disco completo, Quindi?, dal mio ottimo rifornitore di fiducia. Come sempre, iniziai ad ascoltare solo ed unicamente la canzone più famosa, diffidando di quelle più sconosciute. Il disco è per me un autentico capolavoro: A cuore scalzo, Il drago che ti adora, La moglie del poeta, DNA (Deossiribonucleico). Brani eccezionali che nella loro semplicità riescono a risultare originali. Questo è un talento che solo i grandi artisti come Gazzè possiedono ed è un bene che decidano di condividerlo con noialtri.
Edera è il gioiello del disco. Ha una sonorità quasi orientale e la mandola pizzicata riesce ad allentare i nodi alla gola, i disagi quotidiani che offuscano gli animi inquieti come il mio. Ascoltai il brano tantissime volte con la speranza, un bel giorno, di riuscire a sentirla dal vivo.
Il destino mi sorrise. Il settembre passato, a Chiasso, davanti alla Chiesa di San Vitale, Max  ha tenuto un concerto e, meraviglia per le mie orecchie, tra un Cara Valentina e la fortissima Teresa è arrivata anche Edera. Un momento unico, indimenticabile.
Max si è spogliato del basso, agguantando il microfono. È stata l’unica occasione dove il cantautore non ha suonato il suo strumento magico. Seduto sui gradini del palco, ammantato di mistica melodia, ha cantato Edera. Non l’ha cantata, l’ha raccontata con la sua immancabile poesia che tanto sa di malinconia. Perché, come dice il brano: È come l’edera che ostacoli non ha, così il mio folle amore sale ad abbracciare te.

 

Per l’ascolto del brano vi invito ad accedere al canale youtube: https://www.youtube.com/watch?v=5FlHJbeA-2s

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